Maratea e Pollino

MarateaCittà delle 44 chiese e definita da sempre la perla del Mediterraneo, Maratea è uno dei luoghi più incantevoli della Basilicata. Una finestra di rara bellezza in cui la terra lucana si affaccia sul mar Tirreno in un tratto circa 30 km, incastonata fra la costa sud cilentana e quella nord calabrese, a dominio dello splendido Golfo di Policastro. Caratterizzata da un susseguirsi di verdi promontori, piccole insenature, calette, isolotti e natura incontaminata che consentono di guardare i colori dell’acqua marina e il fondo del mare ad occhio nudo, Maratea è anzitutto paesaggio dell’anima: variegata, contraddittoria nella sua natura di mare montuoso, ma al tempo stesso soave.

Di probabile origine greca, con un insediamento sul monte S. Biagio che risalirebbe al VIII a.C., le notizie storiche su questo angolo di paradiso sembrano acquisire maggiori certezze con l’arrivo dei romani, che utilizzarono l’isolotto di Santo Ianni per la produzione e la commercializzazione del “Garum”, la salsa di pesce tanto cara ai Romani. Costellata di piccole spiagge e da un fondale roccioso, attualmente Maratea è meta di particolare pregio, con un porto turistico ben attrezzato, strutture ricettive dalla visione incantevole, una Grotta delle Meraviglie e un’offerta sportiva molto interessante soprattutto nel parapendio e nella nautica e un borgo medievale spesso animato da un’offerta culturale di rilievo internazionale, soprattutto nel periodo estivo. Dalla vetta più alta del promontorio di Maratea, Monte San Biagio, spicca l’enorme statua del Cristo Redentore, alta 21 mt e un’apertura di braccia di 19 mt e un viso che misura 3 mt. Seconda sola al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro, la statua è opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenzi e fu innalzata nel 1065 per volere del Conte Stefano Rivetti. Nonostante essa sia un punto di riferimento per i naviganti e contrariamente a quanto appare in lontananza, il Cristo di Maratea volge lo sguardo verso l’entroterra e non verso il mare. Quasi a protezione di quel territorio interno che da Maratea arriva fino alle vette del Parco Nazionale del Pollino, uno dei più recenti parchi nazionali, istituto nel 1993 e il più vasto d’Italia con una superficie di circa 200.000 ettari a cavallo fra la Basilicata e la Calabria.

Parco del Pollino - Il Pino LoricatoIl Pollino ha il suo simbolo nel Pino loricato, una particolare pianta di pino che lo caratterizza per la sua presenza sui pendii più impervi del Parco, quasi a segnarne il valore delle alture e a proteggerne le radure in quota e le cime rocciose. La roccia, l’altra caratteristica del Parco del Pollino che, soprattutto al confine con il versante calabrese, diventa canyon con quinte imponenti, tanto da farne uno degli scenari più suggestivi e meravigliosi d’Italia. Contrassegnato da altopiani erbosi e foreste, il parco è costituito da un massiccio con cinque vette al di sopra dei 2.000 metri, con il Monte Pollino che raggiunge la quota massima di 2.248 mt. In questo angolo meraviglio d’Italia vive un’offerta del tutto singolare di sport estremi e una grande tradizione popolare, agricola e pastorale, con una ricchezza culturale che da secoli conserva anche usi e costumi di una folta comunità albanese presente con quasi 5.000 abitanti in 9 comuni dell’area.