Potenza e Alto Basento

Potenza - Piazza Mario Pagano nel centro storicoSituato a 819 metri s.l.m. e attraversato dal fiume Basento, Potenza è il capoluogo di regione più alto d’Italia e il secondo capoluogo di provincia più alto d’Italia dopo Enna (931 metri). Abitata sin dal IV secolo a.C., l’origine di Potenza è assai incerta. Per molti la sua nascita, di origine italo-greca, risale alla distruzione del vicino centro abitato di Serra di Vaglio. La sua buona posizione, equidistante tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto, ne fece un importante crocevia del Mediterraneo, subendo una significativa influenza della cultura ellenica.

Strabone e Plinio annoverano Potentia tra le più antiche città libere ed indipendenti della Lucania, almeno fino a quando Roma iniziò la sua politica espansionistica. L’atteggiamento delle popolazioni lucane e di Potenza nei riguardi di Roma fu sempre di aperta ostilità: nelle guerre tra Romani e Sanniti prima e tra Roma ed i Bruzi dopo, essi si schierarono sempre con i nemici di Roma. Con la battaglia di Canne, i Lucani passarono nel campo di Annibale, che con la sua sconfitta e il suo ritiro in Africo dopo la battaglia del Metauro, lasciò Potenza alla dominazione e alla vendetta di Roma. Così, sotto la dominazione romana, Potenza fu ridotta da municipio a prefettura e fino a colonia militare.  Tuttavia i Romani non sottovalutarono la posizione geografica e strategica della città valorizzandola e collegandola con l’apertura di strade militari a molti centri limitrofi come Venusia e Grumentum.

Nel corso degli anni anche Potenza subì numerose invasioni barbariche. Con l’arrivo dei Bizantini alla Lucania fu dato il nome ‘Basilicata’ che, successivamente, con la dominazione dei Normanni divenne definitivamente il nome della regione. Il periodo normanno fu ricco di importanti avvenimenti per Potenza, anche per la sua importante funzione di città vescovile, da cui salì alla sedia vescovile nel 1111 Gerardo da Piacenza, successivamente santificato ed eletto patrono della città e ancora oggi celebrato anche con la caratteristica sfilata dei Turchi che si svolge il 29 maggio di ogni anno.

La Storia Bandita - Il CinespettacoloNel corso degli anni Potenza è stata un crocevia di distruzioni e ricostruzioni continue. Un coacervo di storia dove Saraceni, Normanni, Svevi Angioini, Aragonesi, si sono succeduti nel dominio del territorio, fino alla presenza dei francese e alla dominazione spagnola che nel 1647 fece di Potenza un teatro di moti di intolleranza popolare antispagnola. Nel 1694 Potenza fu quasi totalmente distrutta da un violento terremoto e la sua ricostruzione fu dovuta in buona parte all’avvento dei Borboni. Nel 1806, sotto il dominio francese, Potenza fu elevata a capoluogo di regione e fu una stagione di nuova rinascita, anche dal punto di vista dei collegamenti e della normativa. La fine del periodo francese fu estremamente repressiva, anche per la ricomparsa del brigantaggio, una delle pagine di storia più oscure e controverse della Basilicata la cui rivisitazione storiografica è oggi cuore pulsante di uno degli spettacoli più belli mai realizzati in Italia denominato “La Storia Bandita” e messo in scena ogni anno nella Foresta della Grancia, nella vicina Brindisi di Montagna. Lo spettacolo, che è anche definito cinespettacolo per la sua impostazione teatrale accompagnata da effetti cinematografici di carattere internazionale, narra la storia del Brigante Carmine Crocco e delle vicende di repressione, orgoglio e contributo all’Unità d’Italia della gente lucana. I segni della storia che ha attraversato Potenza sono oggi visibili nel suo bellissimo Centro Storico, con la sue chiese, la Cattedrale, la Torre del Castello, il Museo Provinciale e il Museo Nazionale di Palazzo Loffredo, ma anche nelle numerose comunità e centri storici di pregio che costellano le cime che guardano al fiume Basento, come Pietrapertosa e Castelmezzano, uno scenario mozzafiato dove con il Volo dell’Angelo è possibile ammirare dall’alto le piccole Dolomiti Lucane. Dall’altro lato la città di Potenza è magnificamente custodita dalle cime della montagna interna di Abriola e Sellata, con il Monte Pierfaone che dai 1740 metri svetta nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano come una delle mete sciistiche e naturalistiche più belle della Basilicata. A completamento della corona naturalistica del capoluogo lucano spiccano le cime del Monte Arioso di Sasso di Castalda e, ad ovest, le aree e i borghi del Marmo-Platano-Melandro