Val d’Agri e Appennino Lucano

I boschi della Val d'AgriConfinante a ovest con il meraviglioso Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed estesa verso sud-est fino alle splendide terre balneari del materano, l’Alta Valle dell’Agri costituisce uno degli angoli più belli e suggestivi d’Italia. La Valle, delimitata a sud dai Monti del Sirino e distante solo poche decine di chilometri da Maratea, è delimitata ad ovest dalla Campania, dove prima si estendeva il territorio dell’Antica Lucania.

Da queste parti si snodava anche la strategica via Herculia, un antico tracciato romano che collegava la via Appia (nei pressi di Venosa) alla via Popilia (nei pressi dell’attuale Rotonda). Lungo questa strada, che tagliava la Basilicata da Nord a Sud, i romani costruirono la prestigiosa città di Grumentum. Nata nella prima metà del III sec. a.C, contemporaneamente a Venusta e Paestum, Grumentum fu un importante centro strategico-militare dal quale un braccio della Via Herculia conduceva direttamente ad Heraclea, sulla costa ionica.
Dopo un lungo periodo di splendore, Grumentum fu distrutta dai Saraceni. I resti di questa gloriosa storia sono oggi visibili nell’area del Parco Archeologico, dove si possono ammirare gli scavi ed il Museo Archeologico. Qui sono custoditi i resti dell’antica città romana, ma anche dei primitivi animali che abitarono quel grande lago che fu l’intera Valle in epoca preistorica.

Tramonto sul Lago di Pietra del PertusilloOggi come ieri è l’acqua, insieme ad un suggestivo e ampio spettro di colori, a dominare il territorio. Numerose sono le sorgenti e i torrenti. Meravigliosi sono i laghi. Primo fra tutti il lago Pietra del Pertusillo, circondato da un suggestivo paesaggio di boschi e nel quale arresta per un attimo la sua corsa verso il mare l’Agri, il grande fiume che dà il nome alla Valle.

Attraversando la Valle dell’Agri la sensazione è quella di chi scorre dentro la linea segreta di una mano. Protetto in fondo a un palmo con le grandi dita sollevate: sono i Monti del Volturino, il Monte di Viggiano, il Sirino. È l’Appennino, un susseguirsi spettacolare di cime che a gara si sollevano a proteggere il percorso, a separare la Valle dell’Agri dalla Campania, da Padula e Pertosa, luoghi di culto e fascino che tolgono il respiro con la bellezza della Certosa e la suggestione delle Grotte dell’Angelo.
La strada è dritta, lunga, silenziosa. Ai fianchi si sollevano i paesi con le loro mutevoli forme nel rispetto dei luoghi che li ospitano. E così, circondati dalle grazie degli antichi fasti Romani, Angioini, Normanni e Longobardi e dall’imponenza rocciosa dei Giganti della Valle, nell’Alta Valle dell’Agri vivono paesi dalle forme, i colori e i sapori variegati. Sede del più giovane Parco Nazionale italiano, al visitatore questo territorio si offre in una abbondanza di bellezze, di risorse e tradizioni da gustare con la bontà dei prodotti tipici e l’incanto dell’artigianato locale, come il Canestrato di Moliterno, le lavorazioni in vimini, legno e terracotta, i Fagioli di Sarconi, i formaggi, i taralli, i salumi, i funghi, le castagne, la pasta casereccia e le “Terre dell’Alta Val d’Agri”, vino biologico D.O.C. prodotto con uve autoctone.

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